.
Annunci online

Pourparler L’unica cosa insopportabile è che niente è insopportabile.(Rimbaud)
Cambio casa
post pubblicato in Millepiani, il 20 maggio 2011

Da oggi potrete trovarmi a questo indirizzo http://cigarettesblues.blogspot.com/




permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 20/5/2011 alle 22:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
London Calling
post pubblicato in Facezie, il 19 marzo 2011


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. The Clash

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 19/3/2011 alle 12:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Facebook rivoluzionerà il premio Strega?
post pubblicato in Ritornelli, il 18 marzo 2011

Si avvicina la scadenza per il premio Strega, entro aprile infatti gli “amici della domenica” sono tenuti a comunicare il libro che hanno deciso di sostenere con il proprio voto e le ragioni della scelta, e come da copione, inizia a farsi sempre più assordante il chiacchiericcio riguardo a quali scrittori scenderanno in campo quest’anno.

Se ne fa tanto parlare perché, piaccia o no, lo Strega rimane il premio letterario più importante, dal punto di vista del ritorno economico s’intende, e quindi il più ambito da scrittori ed editori i quali per mesi si affannano senza sosta pur di accaparrarsi più voti possibili, utilizzando qualsiasi arma in loro possesso: prestigio, conoscenze, amicizie, promesse, pressioni…

Vien da sé che, tra le motivazioni dei giurati, la genuina convinzione della validità dell’opera che si sta votando passa in secondo piano. E se vince un libro di qualità è solo una coincidenza fortunata.

Delle vergognose manovre dietro le quinte ormai si sa tutto, un quadro veritiero ce l’ ha dipinto recentemente l’ex giurato Andrea de Carlo, eppure i libri finalisti al premio Strega vendono un sacco, forse perché noi lettori siamo poco consapevoli e ci fidiamo ingenuamente di quella fascetta sulla copertina che recita “ vincitore del premio Strega”: dopotutto non è stato forse assegnato a gente del calibro di Pavese, Flaiano, Moravia, Levi, Eco?

Sarebbe ora di riappropriarsi del Premio Strega e di restituirgli la dignità perduta, si può fare, si sta già facendo attraverso un’iniziativa partita da Facebook poco tempo fa: Giuseppe Genna e Teresa Ciabatti, mossi dal puro entusiasmo suscitato dalla lettura del romanzo di Alessandro Bertante Nina dei Lupi, hanno infatti pensato di creare una pagina che chiedesse ad alta voce la sua candidatura allo Strega e in pochissimi giorni hanno raccolto più di 400 iscrizioni.

Nel 2008 il popolo di Facebook ci aveva già provato a favore di Vanni Santoni ma la cosa non era andata in porto; se quest’anno avesse successo, come sostiene lo stesso autore, si tratterebbe della prima «candidatura dal basso», sarebbe un precedente importante, una vittoria per la letteratura e per i lettori.

Se volete far parte di questo vero e proprio movimento di opinione, iniziate con il leggere Nina dei lupi, magari facendovi prima invogliare dalle tante recensioni positive, come quella di Genna o di Sarasso e poi, se vi è piaciuto, correte su Facebook a fare la rivoluzione!

Viviana Lisanti (Via Finzioni)

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. scrittori era digitale

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 18/3/2011 alle 13:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sorpasso in retromarcia
post pubblicato in Inattuali, il 18 marzo 2011

Bella la scena del Cainano che prende fischi di qua e di là e alla fine scappa dal retro di una chiesa. Difficile immaginare un modo più patriottico di festeggiare il compleanno d'Italia. Cavour, Vittorio Emanuele II, Garibaldi, Mazzini e D'Azeglio ringraziano sentitamente, evitando almeno per un giorno di rotolarsi nelle rispettive tombe. La giornata di ieri, autentico reperto di un'epoca, fa il paio con i sondaggi che danno l'anziano puttaniere in caduta libera: ormai comanda solo nel Parlamento dei nominati e dei venduti, mentre nel Paese reale non può più mettere il naso fuori.

 

Se la cosa non si nota è perché perde parallelamente consensi anche il Pd, che veleggia 6-7 punti sotto i livelli di tre anni fa. In Italia il principio dei vasi comunicanti (se la maggioranza scende, l'opposizione sale) non vige. Perché entrambi i vasi sono bucati. I due schieramenti si sorpassano in retromarcia. E basta leggere le cronache parlamentari, le rare volte che il Parlamento è aperto, per capire il perché. L'altro ieri si votava alla Camera la mozione del Pd per accorpare, in un unico “election day”, le amministrative e i referendum contro nucleare, legittimo impedimento e acqua privata. Col triplo vantaggio di far risparmiare 350 milioni (ben più dei tagli al Fus), risparmiare ai cittadini il ritorno alle urne in piena estate e garantire il quorum referendario. Visti i numeri dei presenti in aula, con molti assenti fra Pdl e Lega, il governo sarebbe andato sotto, l'election day sarebbe passato e a giugno gli italiani, dopo 17 anni, avrebbero finalmente potuto votare su questo quesito semplice semplice: volete voi che la legge sia uguale per tutti, o per tutti tranne uno? Cioè spazzare via definitivamente la ragione sociale dell'impegno politico di B.: l'impunità.

 

Ma a questo punto, come sempre accade nei momenti topici, è scattato il soccorso rosso, o rosé. Era già accaduto con la mozione per le dimissioni di Cosentino e con i voti sulla costituzionalità della legge Gasparri, dell'ex-Cirielli e dello scudo fiscale: le assenze del centrosinistra superarono quelle del centrodestra, garantendo il passaggio trionfale delle supreme porcate. Anche stavolta, nelle file delle opposizioni, mancavano 10 deputati Pd, 8 Fli, 4 Udc e 2 Idv, ma ce la si poteva fare perché nel centrodestra gli assenti erano molti di più. Bastava che tutti gli oppositori votassero con l'opposizione.

 

Invece Marco Beltrandi, uno dei radicali inopinatamente portati in Parlamento dal Pd per dare sempre ragione al governo, ha votato contro. E l'election day è stato bocciato 276 a 275. Questo Beltrandi s'era già fatto onore l'anno scorso, quando escogitò una versione della par condicio talmente demenziale che non era venuta in mente nemmeno a Gasparri o a Butti, ma che il centrodestra in Vigilanza si affrettò ad approvare: nei due mesi prima delle amministrative i programmi Rai di approfondimento politico devono ospitare i rappresentanti di tutte le liste in concorso, o chiudere i battenti. Non disponendo di studi così capienti da contenere battaglioni di leader e candidati, la Rai chiuse tutto: Annozero, Ballarò, perfino Porta a Porta e Ultima parola. Erano mesi che B., tramite Masi e Innocenzi, tentava di silenziare Santoro, invano: poi arrivò Beltrandi, missione compiuta.

 

Ora l'ha rifatto, mandando in fumo tre referendum decisivi, dopo aver passato la vita a scassarci le palle con le centinaia di quelli radicali. Poi s'è giustificato: “Non amo i sotterfugi, sono ferocemente contro l'abbinamento amministrative-referendum perché è un escamotage per raggiungere il quorum”. Forse gli sfugge che l'escamotage l'ha fatto il governo, negando l'election day per evitare il quorum. Anzi, non gli sfugge affatto. Ora la domanda è: chi è quel genio che ha messo questo genio nella lista del Pd? E soprattutto: che cosa ci fa questo genio ancora nel Pd dopo tutto quel che ha combinato? L'unica cosa chiara è perchè B. non lo prenda con sé: i berlusconiani del Pd valgono doppio.

 

Marco Travaglio


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. election day referendum indecenza

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 18/3/2011 alle 13:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Blowin' In The Wind
post pubblicato in Facezie, il 17 marzo 2011

Se l'iperbole punisce gli eccessi
post pubblicato in Millepiani, il 17 marzo 2011

L’ iperbole, come è noto, è una figura geometrica: una curva piana, una «conica» per essere più precisi (e non mi spingo oltre perché la matematica mi è stata sempre ostile anche se ammirata e riverita). Ma quello che qui più ci interessa è che l' iperbole è anche una figura retorica come la metafora, la litote, la metonimia, e come tale costituisce un' esagerazione nella narrazione e, in generale, in ogni forma comunicativa. L' iperbole è insomma un modello della esagerazione, dell' eccesso, di cui così spesso l' uomo si serve anche quando non ce ne sarebbe il bisogno. Dunque, tutto quanto viene indicato, propagandato, pubblicizzato oltre i limiti della «norma» rientra in questo campo.

Ma quali sono questi limiti? E soprattutto perché si tende spesso a superarli? L' interessante raccolta di saggi curata da Monica Barsi e Giuliano Boccali (Funzioni e finzioni dell' iperbole tra scienze e lettere) illustra con molta dovizia questo complesso problema, tanto nella minuziosa descrizione delle peculiarità della «curva conoide», già citata, quanto nella descrizione dei tanti esempi - dalla letteratura alle arti figurative e soprattutto alla pubblicità - dove questa è più spesso utilizzata. Uno dei fatti che appare evidente, anche considerando tutti gli esempi che ci vengono proposti, è come molto di quello che di solito consideriamo come «iperbolico» (e che rientra certamente in questa categoria) finisce per perdere molto presto il suo fascino e la sua efficacia. In altre parole, l' iperbole ha una vita molto breve, e non possiede l' efficacia retorica della metafora o dell' ossimoro; anche perché il fatto stesso di poter essere sia «positiva» (auxesis) che negativa (meiosis), ossia di esagerare tanto nel bene che nel male, fa sì che questo tropo perda velocemente la sua forza, a differenza di quanto avviene per la metafora. Anzi, proprio il fatto che molto spesso venga a essere coinvolta nelle spire metaforiche di un discorso, fa sì che la sua pregnanza ne soffra.

 

In altre parole: tutto ciò che è iperbolico - o che viene presentato come tale (la pubblicità insegna) - finisce rapidamente il suo percorso. È molto più facile da conservare e attuare quanto più è mediocre che quanto più è sublime: se vogliamo «metaforizzare», aiutandoci con la geometria di cui sopra, è meglio un cerchio o un' ellisse - linee perfettamente «conchiuse» - che una iperbole con la sua linea che volge all' «infinito».

 

Tanto nel saggio di Roberto Giacomelli sull' iperbole nella comunicazione (dove viene ripresa anche la sua osservazione circa i linguaggi giovanili, oltre a quelli pubblicitari) che in quello di Marco Vecchia sull' iperbole pubblicitaria, sono analizzate le diverse forme: auxesis (accrescimento), meiosis (minimizzazione) verbale, iconica... che illustrano i diversi «volti» (nuova metafora del tropo) mentre il problema dell' uso iperbolico nella poesia, nel linguaggio inglese, eccetera trovano importanti analisi nei saggi di Laura Neri, di Elisabetta Lonati e Giovanni Iamartino.

 

In definitiva come «morale» di questo breve excursus retorico-matematico (più retorico che matematico) vorrei aggiungere come mi sembri molto significativo il fatto di vivere in un' epoca iperbolica come la nostra, nella quale evidentemente i fatti stessi, le invenzioni scientifiche, i progressi nella medicina e nelle diverse tecniche sono indubbiamente «strepitosi» (tanto per usare una auxesis), ma non perché questo «eccesso» ci dia una maggior sicurezza e maggiori speranze nell' avvenire, ma perché, piuttosto, dovrebbe ammonirci a non abusare di questo «troppo» (e di questo tropo): dunque anche nella veste metaforica dello stesso, e cioè di evitare di usare sempre l' eccesso di impiegare il superlativo, anche per le circostanze più modeste, se non vogliamo che «la vendetta dell' iperbole» ci colpisca con tutta la sua potenza iperbolica, metaforica e magari addirittura ellittica.

 

Gillo Dorfles


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. iperbole eccesso

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 17/3/2011 alle 11:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Eticità e inebetimento
post pubblicato in Millepiani, il 17 marzo 2011

Il costume rappresenta le esperienze di uomini passati su quanto si presumeva utile e dannoso, – ma il sentimento del costume (eticità) non si ricollega a quelle esperienze come tali, bensì all’età, alla santità, alla indiscutibilità del costume. E con ciò questo sentimento agisce in opposizione al fatto che si compiano nuove esperienze e si correggano i costumi; vale a dire l’eticità agisce opponendosi all’origine di nuovi e migliori costumi: essa inebetisce.

 

F. Nietzsche


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. aurora

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 17/3/2011 alle 11:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Dal paese guasto
post pubblicato in Pieghe, il 17 marzo 2011

Guasto:

s’inceppa, s’incanta,

torna su se stesso come un paradosso

un gorgo senza fondo, sterminato

termine infecondo:

guasto

senza riscatto, fino al midollo

molcito, fradicio, impestato:

guastato.

(Inutile agitarsi, signora, non funziona!

Vani ‘sti suoi sforzi d’aggiustarlo).

Il marcio sta nel cavo, nel vuoto

che sorregge l’armatura

ponteggio senza gambe né puntelli:

tutti ‘sti fratelli di un’Italia ch’è molesta

- s’è mai desta? – notizia fragorosa, questasecondo cui il paese era destato

eppure appare un sogno, oppure

un interregno

(ora e sempre! gridano tuttora

ora ancora, quella resistenza?)

tra un ripido declivio e il successivo

senza mai ficcar le mani nel disastro

senza stelle, ché quelle

sono uscite, e a rivederle si dovrebbe

fare a meno di un occhio e della testa

disporsi finalmente ad un abbaglio

- che scuota l’ordigno! che tremi la terra! -

e la testa: che cada nella faglia

e lo sguardo: s’accechi, s’arrovesci

ritorni a quell’inizio che non c’era:

e insieme si trovi la fine presente

che impesta l’Italia molesta e modesta

- che bello sarebbe se Italia s’appresta

a lasciarsi inghiottire:

divorata dalle smanie del possesso

(e del sesso ivi compreso)

della roba (ora, ora padron ‘Ntoni)

delle ruby (padron ‘Ntoni mi perdoni

questi accostamenti osceni)

ma non c’è mica materia per far scandalo davvero

è solo un’altra anestesia

un’altra capriola sul declivio del mistero:

ci si rotola e si cade, lentamente

dolcemente, e pure

inavvertitamente:

noi, cullati da un bisbiglio

fragoroso come pochi, come poi

nel miracoloso caso che tornassero le stelle

ci sarebbe da stupire di vergogna:

essersi perduti nella fogna di un silenzio

fradicio di niente,

di gente rancorosa

a cui il proprio basto basta:

gente guasta.

 

Marco Rovelli (Via Nazione Indiana)

 

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. unità d'italia realismo

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 17/3/2011 alle 10:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Un libro spiegato a… un bambino
post pubblicato in Ritornelli, il 16 marzo 2011

Se mai fosse nella vita necessario spiegare a un bambino dai sei ai dieci anni La recherche di Proust, beh, lo farei mostrandogli uno degli ultimi classici Disney (Pixar), Ratatouille.

 

Si divertirebbe per quasi tutto il molto riuscito film – magistrale, come pure nel fresco Rapuntzel, la gestione dei diversi livelli interpretativi in una storia che avrebbe da insegnare a un ottantenne. Il bimbo però lo dovrebbe vedere fino al finale, un vero finale coi fuochi d’artificio. Quando poi il colpo da 90, quello da tenere per ultimo perché troppo bello, è una citazione proustiana, a noi letterati ci si scalda il cuore.

 

A venir disegnato sullo schermo non è niente di meno che l’episodio della petite madeleine. La paginetta con la quale Marcel fonda l’anacronia sentitiva moderna (la chiamo così solo io, per capire quindi leggete qui), comunemente nota anche, e soprattutto, come memoria involontaria.

 

Insomma, un aspetto della vita comune e frequente, che però fino al 1913 nessuno aveva saputo nominare o/ed esplicitare. D’altronde non è una novità: oggi siamo a nostro agio nel parlare di un “profumo morbido” solo perché prima di noi i signori simbolisti hanno sfondato la porta della sinestesia.

 

La più deliziosa citazione proustiana, dicevo, di cui si possa dare menzione vede Anton Ego, il cattivone, redimersi grazie a un piatto di ratatouille, che sostituisce per più che evidenti esigenze di copione la madeleine. Ego, di sartriano-esistenzialista forse più che marcelliano aspetto, mette in bocca una porzione di verdura e subito si rivede bambino, in una casa dal sapore di primo Novecento (precisione filologica mon amour! Era il 1902 per Marcel e tante Léonie), mentre in calzoni corti osserva la madre, perfetta incarnazione dell’amore puro.

 

Insomma, rinvigorisce lo spirito constatare come la letteratura sia ancora, anche oggi negli anni che nemmeno Michael J. Fox in Back to the future immaginava tali, il sempreverde valore aggiunto capace di abbellire. E, in 10 secondi scarsi di proiezione di un cartone animato, donare all’opera tutta una profondità concreta, che la non letteratura può solo sfiorare.

 

Michela Capra

Via Finzioni


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. cinema proust

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 16/3/2011 alle 13:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Le affinità elettive
post pubblicato in Ritornelli, il 16 marzo 2011

Nulla è più importante, in qualsiasi circostanza, del sopraggiungere di una terza persona. Ho visto amici, fratelli, amanti, sposi, i cui rapporti furono radicalmente mutati, la cui situazione fu interamente capovolta dall’arrivo casuale o voluto di una terza persona.

(Goethe, Le affinità elettive)

 

È il tre il numero perfetto? Di sicuro non nelle relazioni interpersonali. La teoria del terzo incomodo la conosciamo tutti, ma qui lo specchio d’acqua si estende, le carte si mescolano e viene fuori qualcosa di nuovo e inaspettato, grazie all’aggiunta di un ulteriore elemento. Laddove il terzo incomodo inquina e corrompe il quarto crea e dà vita a trasformazioni inimmaginabili.

 

Continua qui


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. fato letteratura Goethe

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 16/3/2011 alle 13:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Viaggio nel tempo attraverso gli oggetti
post pubblicato in Rizomi, il 15 marzo 2011

La storia del mondo raccontata attraverso 100 oggetti è un vero e proprio viaggio nel tempo crossmediale realizzato unendo in modo sinergico radio, web e mostre fisiche in loco; ma soprattutto rappresenta un sublime esempio di servizio pubblico. Bbc Radio (sostenuta dal canone) e il British Museum (grazie ad un finanziamento statale) nel corso del 2010 hanno infatti dato vita a un progetto culturale enorme, ambizioso ma dall’incredibile successo di pubblico: History of the World in 100 Objects.

 

Con la trasmissione radiofonica è stato pubblicato il sito, con la funzione di nodo digitale per approfondire i vari episodi, guardare in dettaglio i singoli reperti, scaricare i vari episodi e organizzarsi così privatamente l’ascolto della narrazione con la visione degli oggetti. Inoltre è stato creato un blog in cui discutere delle varie puntate, commentare e condividere idee e consigli.

 

Approfondisci…


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. tempo media storia

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 15/3/2011 alle 18:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Una storia commovente: l’Apple Store di Tokyo
post pubblicato in Rizomi, il 15 marzo 2011

Il Manager di un Apple Store di Tokyo ha inviato una mail al fondatore di Digg.com, Kevin Rose, in cui spiega il ruolo che sta avendo il suo negozio in questi momenti di enorme difficoltà, ed il ruolo, nel 2011, assunto dalla tecnologia in giornate come quelle che stanno vivendo gli abitanti giapponesi.

 

Continua qui


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. tecnologia comunicazione

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 15/3/2011 alle 15:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L'assenza
post pubblicato in Pieghe, il 14 marzo 2011

Un bacio. Ed è lungi. Dispare

giù in fondo, là dove si perde

la strada boschiva, che pare

un gran corridoio nel verde.

 

Risalgo qui dove dianzi

vestiva il bell'abito grigio:

rivedo l'uncino, i romanzi

ed ogni sottile vestigio...

 

Mi piego al balcone. Abbandono

la gota sopra la ringhiera.

E non sono triste. Non sono

più triste. Ritorna stasera.

 

E intorno declina l'estate.

E sopra un geranio vermiglio,

fremendo le ali caudate

si libra un enorme Papilio...

 

L'azzurro infinito del giorno

è come seta ben tesa;

ma sulla serena distesa

la luna già pensa al ritorno.

 

Lo stagno risplende. Si tace

la rana. Ma guizza un bagliore

d'acceso smeraldo, di brace

azzurra: il martin pescatore...

 

E non son triste. Ma sono

stupito se guardo il giardino...

stupito di che? non mi sono

sentito mai tanto bambino...

 

Stupito di che? Delle cose.

I fiori mi paiono strani:

Ci sono pur sempre le rose,

ci sono pur sempre i gerani...

 

Guido Gozzano


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. gozzano

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 14/3/2011 alle 13:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
L'onesto rifiuto
post pubblicato in Pieghe, il 14 marzo 2011

Un mio gioco di sillabe t'illuse.

Tu verrai nella mia casa deserta:

lo stuolo accrescerai delle deluse.

So che sei bella e folle nell'offerta

di te. Te stessa, bella preda certa,

già quasi m'offri nelle palme schiuse.

 

Ma prima di conoscerti, con gesto

franco t'arresto sulle soglie, amica,

e ti rifiuto come una mendica.

Non sono lui, non sono lui! Sì, questo

voglio gridarti nel rifiuto onesto,

perché più tardi tu non maledica.

 

Non sono lui! Non quello che t'appaio,

quello che sogni spirito fraterno!

Sotto il verso che sai, tenero e gaio,

arido è il cuore, stridulo di scherno

come siliqua stridula d'inverno,

vôta di semi, pendula al rovaio...

 

Per te serbare immune da pensieri

bassi, la coscienza ti congeda

onestamente, in versi più sinceri...

Ma (tu sei bella) fa ch'io non ti veda:

il desiderio della bella preda

mentirebbe l'amore che tu speri.

 

Non posso amare, Illusa! Non ho amato

mai! Questa è la sciagura che nascondo.

Triste cercai l'amore per il mondo,

triste pellegrinai pel mio passato,

vizioso fanciullo viziato,

sull'orme del piacere vagabondo...

 

Ah! Non volgere i tuoi piccoli piedi

verso l'anima buia di chi tace!

Non mi tentare, pallida seguace!...

Pel tuo sogno, pel sogno che ti diedi,

non son colui, non son colui che credi!

 

Curiosa di me, lasciami in pace!

 

Guido Gozzano


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. gozzano

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 14/3/2011 alle 13:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Layla
post pubblicato in Facezie, il 13 marzo 2011


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Derek and the dominos

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 13/3/2011 alle 11:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Diritto d'autore, la visione di NEXA
post pubblicato in Rizomi, il 13 marzo 2011

Il centro di ricerca torinese ha diramato un documento contenente alcune osservazioni sulla proposta di Agcom in materia di tutela del diritto d'autore online. Criticati certi provvedimenti per la rimozione selettiva dei contenuti.

 

Due sarebbero i temi cruciali da approfondire secondo NEXA: i provvedimenti a tutela del diritto d'autore ed il ricorso alle licenze collettive estese per legalizzare il file sharing.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. internet copyright

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 13/3/2011 alle 10:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Terremoto in Giappone: l'asse terrestre si è spostato?
post pubblicato in Millepiani, il 12 marzo 2011

Professore, è vero che l'asse terrestre si è spostato?

 

Prima precisiamo una cosa: l'asse di rotazione terrestre non esiste. Il mappamondo che abbiamo in mente che è lo stesso che le maestre fanno vedere a scuola ai bambini quando mostrano la rotazione della Terra è solo una nostra astrazione. Nella realtà la Terra è un geoide, cioè non è una sfera perfetta, ed è un po' come una arancia un po' schiacciata ai poli.

L'asse di cui parlano i giornali in realtà è un asse istantaneo, che si sposta continuamente e ogni 26.000 anni circa compie un movimento circolare a cono compiendo 360°. La terra insomma è un po' come una trottola leggermente sbilanciata. Il Polo Nord non è immobile ma si muove, descrivendo un cerchio approssimativo, attorno a un punto chiamato "polo medio di rotazione". L'oscillazione, chiamata oscillazione di Chandler dal nome del suo scopritore, ha un periodo di circa 435 giorni e ha un'ampiezza media di circa 6 metri. Lo spostamento è dovuto alla forma irregolare della Terra e al non perfetto allineamento dell'asse di rotazione terrestre con l'asse di inerzia terrestre.

Capirete che i 10 cm di spostamento dell'asse rilanciate dai giornali in queste ore in realtà sono affermazioni prive di scientificità. E in più non ci sono abbastanza dati per affermazioni simili. Le misure dovrebbero durare settimane, mesi.

 

Continua su GravitàZero


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. scienza disinformazione terremoto

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 12/3/2011 alle 12:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
I nemici della rete nel 2011
post pubblicato in Rizomi, il 12 marzo 2011

Prime conclusioni dall’anticipazione della nuova relazione annuale sui nemici della libera espressione in rete di Reporters Without Borders.

Il riassunto del rapporto dell’anno scorso.

Il sito della giornata mondiale contro la censura digitale (12 marzo 2011).

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. internet libertà

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 12/3/2011 alle 12:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Tanto oro quanto pesa
post pubblicato in Inattuali, il 11 marzo 2011

L’intervista di Giuliano Ferrara a Goffredo De Marchis, su Repubblica di ieri, andrebbe studiata nelle scuole di giornalismo perché ha il raro pregio di sintetizzare chi è Ferrara, cos’è la Rai e cos’è diventato il giornalismo italiano.

 

“L’Italia – esordisce Ferrara – è occupata non da B., ma da una mentalità, da una cultura e da un modo di essere delle élite che mi fa venire l’orticaria”. La palla del pallone pallista giunge all’indomani degli ultimi dati sulle presenze dei politici nei tg Rai a gennaio: B. ha totalizzato 6 ore e 40 minuti, il doppio di tutti gli altri leader messi insieme. Dev’essere per questo che, da lunedì, avremo Ferrara ogni santo giorno dopo il Tg1: per riequilibrare un po’. De Marchis gli domanda che credibilità può avere un conduttore che è anche consigliere del premier. Ferrara fa l’offeso: “Non sono il consigliere di B. Faccio un giornale, scrivo commenti... se lavorassi per B. il mio nome sarebbe nella lista dei bonifici del ragionier Spinelli”. E qui il giovanotto si sopravvaluta: i bonifici di Spinelli erano per le mignotte, tutte fra l’altro carinissime, mica per ceffi come lui. E poi lui, da B. e famiglia, riceve già tre stipendi: da direttore del Foglio, da rubrichista di Panorama, da editorialista del Giornale (poi ogni tanto arrotonda: ora con la Cia, ora con Tanzi, ora con la diaria di eurodeputato assenteista, ora con quella di ministro e portavoce). Insomma, è un tipo indipendente.

 

De Marchis gli ricorda le riunioni dei giornalisti della ditta a Palazzo Grazioli. E lui barrisce orripilato: “Di che parliamo? Posso andare a pranzo con chi mi pare? Montanelli non andava a pranzo con Spadolini, coi segretari dei partiti? È assolutamente normale per un giornalista   andare dal premier”. Certo che è normale, ma a patto che il premier non stipendi il giornalista. Altrimenti, in un paese serio, il giornalista non deve mai occuparsi del premier. Montanelli incontrava Spadolini (suo ex collega e direttore al Corriere), ma Spadolini non stipendiava Montanelli. Infatti Montanelli criticava spesso Spadolini, mentre Ferrara, quando proprio ha un attacco di temerarietà, scrive che B. ha sbagliato cravatta. Ora annuncia: “Il Cavaliere mi darà mille occasioni per parlare male di lui” (sì, quando sbaglierà i calzini o la tintura del toupet).

 

Ma eccolo commentare i bunga bunga con minorenni: “Sapevamo cosa faceva Gronchi nella sua vita privata? E quello che combinava Merzagora?”. A parte la bruciante attualità di Gronchi e Merzagora, abbiamo come il sospetto che, se i due avessero telefonato in questura per far rilasciare una ladra marocchina minorenne senza documenti che passava le notti con loro, la cosa si sarebbe saputa e avrebbero dovuto dimettersi. Ma per Ferrara il vero “scandalo è sapere di Berlusconi quello che sappiamo”. Osservazione più che comprensibile, per uno che in vita sua ha fatto il picchiatore comunista, la spia della Cia, la trombetta di Craxi e B., ma mai per un solo istante il giornalista. Solo un paese malato può scambiare per giornalista uno che detesta le notizie a tal punto da desiderare che non si vengano a sapere. De Marchis gli domanda del processo Ruby, e lui: “È un processo stregonesco, messo in piedi da pedinatori, giornalisti e magistrati”. Un processo   messo in piedi da magistrati e pedinatori: ma siamo matti? Dove andremo a finire, signora mia. Nel '93 Ferrara bruciò in tv il bollettino dell’Intendenza di Finanza per l’abbonamento Rai. Poi spiegò di averlo fatto per chiedere le dimissioni dell’allora direttore generale Locatelli, accusato di aver favorito gli affari di sua moglie. Locatelli non aveva condanne, ma per il garantista Ferrara era colpevole lo stesso. Fortuna che gli abbonati non gli diedero retta, altrimenti oggi la Rai non saprebbe come pagargli un milione e mezzo per il nuovo programma.

 

Triste destino, quello di Ferrara. Fonda Il Foglio e non lo compra nessuno. Si candida al Mugello e non lo vota nessuno. Fa Otto e mezzo e non lo guarda nessuno. Però lui insiste. Tanto lo pagano a peso.

 

Marco Travaglio


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. giornalismo contropotere

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 11/3/2011 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L'italia devastata
post pubblicato in Inattuali, il 10 marzo 2011

Opere d'arte abbandonate a se stesse e cementificazione selvaggia per bisogni creati ad arte. Mentre Obama investe nella Rete per il futuro degli Usa, da noi si punta sul calcestruzzo.

Sull'urgenza di un progetto digitale ne avevo già parlato qui. Per il resto che dire? Ormai non si hanno più parole.

 

Leggi l'intervista a Gian Antonio Stella


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. futuro demenza

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 10/3/2011 alle 17:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Warner Bros: “Il Cavaliere Oscuro” in Noleggio Online su Facebook
post pubblicato in Rizomi, il 10 marzo 2011

Warner Bros ha annunciato che sarà la prima Major hollywoodiana a proporre in noleggio un film direttamente su Facebook. Per ora l’operazione sarà ristretta al mercato statunitense.

 

L’iniziativa prenderà il via proponendo agli iscritti del Social Network di Palo Alto il lungometraggio “Il Cavaliere Oscuro” diretto da Christopher Nolan. Il costo sarà di 30 Crediti Facebook, pari a 3 dollari. Il film sarà visualizzabile nelle 48 ore successive all’acquisto, con la possibilità di interrompere e riprendere la riproduzione del filmato nell’arco di tempo del noleggio.

 

Anche se il noleggio su Facebook del film della saga di Batman sarà per Warner Bros un test, la Major ha reso noto che nei prossimi mesi saranno proposti online con questa formula altri titoli. ”Facebook è diventata una destinazione quotidiana per milioni di persone” ha dichiarato Thomas Gewecke, Presidente della divisione Digital di Warner Bros “Mettere i nostri film a disposizione su Facebook è la naturale estensione della nostra offerta digitale”.

 

Via Agora Vox


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. cinema facebook tecnologia

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 10/3/2011 alle 16:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Viaggio nel prolifico universo delle premiazioni
post pubblicato in Ritornelli, il 9 marzo 2011

Premio Furla, New York, Terna, Talent Prize, Celeste, Arte Laguna, Pagine Bianche d’autore, Cairo, Enel contemporanea, Premio Combat, eccetera - è proprio il caso di dirlo! Trattandosi di un’occasione di raffronti ed incontri, scoperte e consapevolezze per un ampliamento di prospettive, l’universo dei Premi d’Arte è innegabilmente in costante e fervente crescita.

 

Altro è capire se sia davvero efficace e funzionale al sistema dell’arte, allo sviluppo della giovane creatività italiana, nell’ottica di un’internazionalizzazione della cultura – la materia prima del valore economico… 

 

Continua qui


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. arte premi

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 9/3/2011 alle 13:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Praticanti legali: la schiavitù della fedeltà, dopo il giuramento all’Ordine
post pubblicato in Inattuali, il 8 marzo 2011

Una massoneria, o meglio una gilda medievale, controlla i destini di chi vuole diventare avvocato. 400 euro dopo sei mesi di servitù della gleba, “e ti viene anche di ringraziare”. […]

 

[…] Fra orari massacranti, paghe nulle, file in Tribunale, la Giustizia dov’è? Abbandonata nelle aule universitarie, riposta negli sguardi di chi ancora ci crede. Benvenuti nel mondo dei praticanti legali. […]

 

Entra


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. precarietà avvocatura

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 8/3/2011 alle 16:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Rita Levi Montalcini: donna, scienziato di un’intera epoca
post pubblicato in Inattuali, il 8 marzo 2011

«Perché le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società. Pensi al nostro Occidente. Ho appena scritto un libro dedicato ai ragazzi, l'ho pubblicato con una casa editrice per giovani. Ne sono fiera. L'abbiamo intitolato "Le tue antenate". Parla di donne pioniere. Quelle che hanno dovuto lottare contro pregiudizio e maschilismo per entrare nei laboratori, che hanno rischiato di vedersi strappare le loro fondamentali scoperte attribuite agli uomini, che si sono fatte carico della famiglia e della ricerca. Lei conosce Emily Noether, la fondatrice dell'algebra moderna?»

Rita Levi Montalcini: donna, scienziato di un’intera epoca


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. donne scienza

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 8/3/2011 alle 14:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Dignità e rete
post pubblicato in Rizomi, il 7 marzo 2011

Secondo un recente studio di Pew Research, la rete Internet è un grande acceleratore di impegno sociale: oltre il 75% dei navigatori adulti della rete in USA sceglie di impegnarsi su temi sociali, si iscrive ad organizzazioni o si dedica al volontariato. Con tutti i limiti possibili legati all’impegno “leggero” che spesso la partecipazione in rete consente, si tratta di un segnale importante di come Internet possa essere un grande moltiplicatore di condivisione.

Esattamente per questa ragione la raccolta di firme scatenata su Internet per le dimissioni di Silvio Berlusconi da parte del Partito Democratico sembrerebbe la scelta sbagliata da parte delle persone sbagliate. La deriva plebiscitaria in rete non è ovviamente patrimonio degli spin doctor sfiatati di Pierluigi Bersani. È invece la modalità comunicativa prevalente di buona parte delle forze politiche che, al di là di proclami e chiacchiere in libertà, continuano a vedere la rete come una versione complicata e misteriosa del vecchio amato dazibao.

Internet, nel caso del PD, del PDL e di molta stampa militante, è il cortocircuito comodo per raccontare il consenso della parte più tecnologica delle masse.

Approfondisci


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. internet era digitale

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 7/3/2011 alle 23:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Se la forza di gravità...
post pubblicato in Pieghe, il 7 marzo 2011

Se la forza di gravità,
la verticale, è la memoria
della terra che chiama
a sé le cose per ricordarle,
l’ansia è la mia memoria,
forza che non è amore,
ma vocazione all’assedio.
Ne sento la pressione
incombere mentre la stretta
mi serra in una morsa
dove colpo su colpo sto
martellato ferro
battuto. Ecco l’urto
del tempo attratto su di me,
precipitante
nel battito del polso
nero, l’incudine
calamitata.

Valerio Magrelli


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Magrelli

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 7/3/2011 alle 13:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La civetta cieca
post pubblicato in Ritornelli, il 5 marzo 2011

Ci sono delle piaghe che, come la lebbra, corrodono lentamente la nostra anima, in solitudine. È impossibile descrivere ad altri questi dolori, poiché di solito queste inconcepibili sofferenze sono relegate tra le cose straordinarie, insolite. Farne menzione nelle conversazioni o negli scritti è un’audacia che alla luce delle opinioni correnti, quelle comuni della gente, suscita un sorriso di incredulità e di scherno. Perché l’umanità non ha ancora scoperto una cura per questo male. Le sole medicine efficaci sono l’oblio portato dal vino, o il sonno artificiale dell’oppio e di altri narcotici. Ma gli effetti di tali rimedi sono soltanto passeggeri: lungi dal calmarsi, il dolore ben presto torna a esasperarsi.

 

(Sadeq Hedayat, La civetta cieca)

Hedayat, nato a Teheran nel 1903, è morto suicida nel 1951, a Parigi, la città che tanto amava e le sue spoglie si trovano nel famoso cimitero Père-Lachaise, in prossimità della tomba di Marcel Proust. I riferimenti a grandi autori sono innumerevoli nella sua opera, echi di Baudelaire, Wilde, Nerval, Kafka, Sartre, Rilke, Proust e altri ancora si riscontrano nella scrittura di Hedayat, ma se Proust è riuscito infine a trovare una soluzione possibile a questo male di vivere, nella creazione dell’opera d’arte, Hedayat invece, a un certo punto non è più in grado di scoprire un varco nella stanza nella quale si è chiuso e l’unica soluzione per ritrovare la libertà e la verità sarà per lui la morte.

 

Qui per altri estratti e ulteriori approfondimenti


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. tempo scrittori

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 5/3/2011 alle 22:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La critica ai padri
post pubblicato in Millepiani, il 5 marzo 2011

Per quale ragione si sopporta oggi la verità anche sul più recente passato? Perché già esiste una nuova generazione, che si sente in contrasto con questo passato e in questa critica assapora le primizie del suo senso di potenza. Una volta, invece, la nuova generazione si voleva fondare sulla più vecchia e cominciava a sentire se stessa, non solo accettando le opinioni dei padri, ma prendendole possibilmente più sul serio. In quel tempo, la critica ai padri era blasfema: oggi i più giovani idealisti trovano qui il loro punto di partenza.

F. Nietzsche

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. aurora

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 5/3/2011 alle 22:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Dallo spazio una protezione per le radiazioni
post pubblicato in Millepiani, il 5 marzo 2011

Lo spazio è la nuova frontiera dell’esplorazione umana, forse l’ultimo luogo ancora inesplorato, capace di suscitare sogni ed emozioni. Ma la prospettiva di arrivare e di abitare nuovi mondi si scontra contro molti ostacoli.

 

Ci sono limiti tecnologici e finanziari, ma quello maggiore è costituito dal nostro organismo, adattato alla vita sulla Terra, ma sprovvisto delle difese necessarie ad affrontare un lungo viaggio spaziale. L’atmosfera terrestre difende il nostro organismo dalle radiazioni cosmiche, particelle energetiche derivanti dallo spazio prodotte da varie fonti, Sole, altre stelle, novae, supernovae e oggetti remoti come quasar.

 

L’uomo è da sempre soggetto all’azione di radiazioni ionizzanti naturali, dovute sia alla radiazione terrestre sia alla parte di radiazione cosmica che penetra l’atmosfera.

 

Nelle lunghe permanenze nello spazio, senza la schermatura dell’atmosfera, un uomo assorbirebbe una dose di radiazioni eccessiva che avrebbe ripercussioni più o meno gravi sull’organismo in rapporto alla dose assorbita. Per dare una idea generica delle differenze, almeno relativamente alla dose, sulla Terra (US) è accettata una dose massima di 0.5 rem/anno.

 

Ma…


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. scienza spazio

permalink | inviato da MR. TAMBOURINE il 5/3/2011 alle 22:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Voce sola
post pubblicato in Pieghe, il 5 marzo 2011

Io dico che

– secondo me –

le parole non vedono

le parole non vedono mai abbastanza

sono due occhi

rimasti dietro un muro

sono il buio di una stanza

e quello che vedono, povere,

a vederlo mi fa quasi pena

non conta

rispetto alle cose che contano

rispetto alle cose che ci hanno detto

che sono vere.

A noi, timbrati in seme.

 

Pierluigi Cappello

Sfoglia marzo